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	<title>Affaticamento visivo &#8211; Dr. Ruth Traistaru</title>
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	<description>Optometrista e Contattologa Milano e Bergamo</description>
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	<title>Affaticamento visivo &#8211; Dr. Ruth Traistaru</title>
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		<title>Cosa sono le mosche volanti o miodesopsie?</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2022 19:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Affaticamento visivo]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il corpo vitreo è una matrice extracellulare idratata composta principalmente da acqua, collagene e acido ialuronico organizzata in un gel omogeneamente trasparente. La liquefazione del gel deriva da alterazioni molecolari con dissociazione del collagene da acido ialuronico e aggregazione di fibrille di collagene che formano fibre che causano dispersione della luce e quindi floater sintomatici, [&#8230;]]]></description>
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<p>Il corpo vitreo è una matrice extracellulare idratata composta principalmente da acqua, collagene e acido ialuronico organizzata in un gel omogeneamente trasparente. La liquefazione del gel deriva da alterazioni molecolari con dissociazione del collagene da acido ialuronico e aggregazione di fibrille di collagene che formano fibre che causano dispersione della luce e quindi floater sintomatici, specialmente nella miopia. Con l&#8217;invecchiamento, la liquefazione del gel e l&#8217;indebolimento dell&#8217;adesione vitreo-retinica determinano il distacco del vitreo posteriore, la causa più comune di miodesopsie. </p>



<p>Studi recenti indicano che i floater sintomatici non solo sono più diffusi, ma hanno anche un impatto negativo sulla qualità della vita. Esaminando la letteratura relativa alla gestione dei corpi mobili vitreali, attualmente si interviene tramite vitrectomia o laser Nd:YAG, ma al momento solo la vitrectomia si è dimostrata molto efficace. Sono necessari ulteriori studi prospettici che utilizzino misure di esito oggettive e quantitative per valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza relative di queste due procedure, nonché di nuove terapie come la vitreolisi farmacologica.</p>



<p></p>



<p>Fonte: PubMed <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26679984/" target="_blank" rel="noopener">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26679984/</a></p>
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		<title>Luce blu e affaticamento visivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ruth]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 09:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[visione]]></category>
		<category><![CDATA[Affaticamento visivo]]></category>
		<category><![CDATA[Luce blu]]></category>
		<category><![CDATA[Mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Visione; Affaticamento visivo; Luce blu]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad oggi sono molti i produttori che commercializzano filtri blu-block (BB) e ritengono che possano ridurre i sintomi dell&#8217;affaticamento visivo digitale (DES). Tuttavia, le prove a sostegno della teoria che il DES derivi dalla luce blu emessa da questi dispositivi sono limitate. I sintomi visivi comunemente riscontrati durante la visualizzazione di schermi digitali sono denominati [&#8230;]]]></description>
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<p>Ad oggi sono molti i produttori che commercializzano filtri blu-block (BB) e ritengono che possano ridurre i sintomi dell&#8217;affaticamento visivo digitale (DES). </p>



<p>Tuttavia, le prove a sostegno della teoria che il DES derivi dalla luce blu emessa da questi dispositivi sono limitate. </p>



<p>I sintomi visivi comunemente riscontrati durante la visualizzazione di schermi digitali sono denominati DES. Lo spettro di emissione dei moderni display digitali include spesso un&#8217;alta percentuale di luce blu. Queste lunghezze d&#8217;onda corte, ma con un elevato livello di energia, possono contribuire al DES. Questo studio ha esaminato l&#8217;effetto di un filtro BB sui sintomi del DES durante un&#8217;attività prolungata di visione da vicino.</p>



<p>Sono stati presi 23 soggetti giovani visivamente normali  ed è stato richiesto loro di leggere per 30 minuti da un computer o tablet. Lo schermo digitale è stato ricoperto da un filtro BB o da un filtro a densità neutra (ND) che produce la stessa luminanza dello schermo. Durante ogni sessione, la risposta accomodativa, il diametro della pupilla e la dimensione dell&#8217;apertura palpebrale verticale sono state misurate a 0, 9, 19 e 29 minuti dopo l&#8217;inizio del compito di lettura. Subito dopo ogni sessione, i soggetti hanno completato un questionario per quantificare i sintomi del DES.</p>



<p>Risultati: il filtro BB ha bloccato il 99% delle lunghezze d&#8217;onda tra 400 e 500 nm. I punteggi medi totali dei sintomi (± 1 SEM) per le condizioni del filtro BB  e ND erano rispettivamente 42,83 (3,58) e 42,61 (3,17) (P = 0,62). Non sono state osservate differenze significative nell&#8217;accomodazione o nella dimensione dell&#8217;apertura palpebrale verticale tra le due varianti di filtro, sebbene l&#8217;entità della risposta accomodativa media sia aumentata significativamente durante i primi 9 minuti del compito (P = .02).</p>



<p>In conclusione, un filtro che eliminava il 99% della luce blu emessa, non era più efficace nel ridurre i sintomi di DES rispetto a un filtro ND equiluminante.</p>



<p>Quindi al momento ci sono poche prove a sostegno dell&#8217;uso di filtri BB per ridurre al minimo l&#8217;astenopia indotta dal lavoro.</p>



<p></p>



<p>Fonte: PubMed</p>
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