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	<title>visione &#8211; Dr. Ruth Traistaru</title>
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	<description>Optometrista e Contattologa Milano e Bergamo</description>
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	<title>visione &#8211; Dr. Ruth Traistaru</title>
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		<title>Il punto cieco dei nostro occhi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ruth]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2022 22:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[visione]]></category>
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					<description><![CDATA[Ebbene sì, entrambi i nostri occhi hanno un punto cieco. E’ una piccola area di 2mm x 1,5 mm della nostra retina, definita macchia cieca o macchia cieca di Mariotte ( scienziato francese che lo scoprì). È una zona di non visione corrispondente al punto di insorgenza del nervo ottico. Le informazioni visive vengono trasmesse [&#8230;]]]></description>
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<p>Ebbene sì, entrambi i nostri occhi hanno un punto cieco. E’ una piccola area di 2mm x 1,5 mm della nostra retina, definita macchia cieca o macchia cieca di Mariotte ( scienziato francese che lo scoprì). È una zona di non visione corrispondente al punto di insorgenza del nervo ottico. Le informazioni visive vengono trasmesse dalla retina al nervo ottico arrivando poi al cervello dove vengono trasformate in visione.&nbsp;</p>



<p>Normalmente non ci accorgiamo di avere questo punto cieco in quanto l’informazione visiva che non viene recepita da un occhio, viene compensata dall’altro.&nbsp;</p>



<p>C’è però un piccolo test che è possibile fare per provare l’esistenza della macchia cieca di Mariotte.&nbsp;</p>



<p>Prova a chiudere l’occhio sinistro e con l’occhio destro guarda la croce sottostante ponendoti a 30 cm di distanza dallo schermo.</p>



<p>Muovendoti di poco, avanti ed indietro, vedrai scomparire per pochi istanti il puntino.&nbsp;</p>



<p>Ovviamente il test è ripetibile anche per l’occhio sinistro, chiudendo il destro. Guardando il puntino, si vedrà scomparire la croce.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="347" src="https://www.orthokvision.it/wp-content/uploads/2022/03/image-1024x347.png" alt="" class="wp-image-1512" srcset="https://www.orthokvision.it/wp-content/uploads/2022/03/image-1024x347.png 1024w, https://www.orthokvision.it/wp-content/uploads/2022/03/image-300x102.png 300w, https://www.orthokvision.it/wp-content/uploads/2022/03/image-768x260.png 768w, https://www.orthokvision.it/wp-content/uploads/2022/03/image.png 1026w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Lenti mini-sclerali e qualità della vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ruth]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 16:57:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Lenti a contatto]]></category>
		<category><![CDATA[Lenti sclerali]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questo studio si è voluto valutare gli effetti delle lenti mini-sclerali sull&#8217;acuità visiva (VA) e sul funzionamento visivo di pazienti con cheratocono. I pazienti quindi affetti da cheratocono sono stati dotati di lenti mini-sclerali ed è stata indagata la VA corretta con le lenti indosso e la qualità della vita correlata alla vista valutandola [&#8230;]]]></description>
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<p>Con questo studio si è voluto valutare gli effetti delle lenti mini-sclerali sull&#8217;acuità visiva (VA) e sul funzionamento visivo di pazienti con cheratocono.</p>



<p>I pazienti quindi affetti da cheratocono sono stati dotati di lenti <strong>mini-sclerali</strong> ed è stata indagata la VA corretta con le lenti indosso e la qualità della vita correlata alla vista valutandola con il National Eye Institute Visual Functioning Questionaire (NEI VFQ-39).</p>



<p>In totale sono stati inclusi 83 occhi di 50 pazienti con cheratocono e l&#8217;applicazione della lente mini-sclerale ha determinato un miglioramento visivo statisticamente significativo. Al follow-up di 6 mesi, 11 pazienti hanno abbandonato l&#8217;uso delle lenti mini-sclerali principalmente a causa della difficoltà di manipolazione delle lenti. Dei 39 pazienti continuativi, 33 (84,6%) hanno indossato le lenti con una media giornaliera di 12 ore. Il punteggio NEI-VFQ in questi pazienti ha mostrato <strong>risultati ottimi sia per il funzionamento visivo che per le vita sociale</strong> ed emotiva della persona dopo l&#8217;applicazione della lente sclerale. </p>



<p>Perciò le <strong>lenti mini-sclerali migliorano significativamente l&#8217;acutezza visiva</strong> ed il funzionamento visivo in pazienti con cheratocono. Le difficoltà con l&#8217;inserimento e la rimozione della lente sono la ragione principale dell&#8217;abbandono della stessa. </p>



<p></p>



<p>Fonte: Pub med </p>
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		<title>Aumento della miopia nei bambini post COVID-19</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ruth]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 15:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Miopia]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
		<category><![CDATA[Visione; Affaticamento visivo; Luce blu]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; importante notare che il tempo trascorso all&#8217;aperto è diminuito a causa del isolamento domiciliare dovuto alla pandemia COVID-19. Molte sono le preoccupazioni sollevate sul fatto che il confinamento domiciliare possa aver peggiorato il carico della miopia a causa del minor tempo trascorso all&#8217;esterno e per l&#8217;aumento del tempo trascorso davanti agli schermi in casa. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E&#8217; importante notare che il tempo trascorso all&#8217;aperto è diminuito a causa del isolamento domiciliare dovuto alla pandemia COVID-19. Molte sono le preoccupazioni sollevate sul fatto che il confinamento domiciliare possa aver peggiorato il carico della miopia a causa del minor tempo trascorso all&#8217;esterno e per l&#8217;aumento del tempo trascorso davanti agli schermi in casa.</p>



<p>L&#8217;obiettivo dello studio era di analizzare il cambiamento della prescrizione e la prevalenza della miopia in età scolare. </p>



<p>Sono stati analizzati 123.535 bambini di età compresa tra i 6 e 3 anni di 10 scuole elementari di Feicheng, in Cina. Lo studio è stato condotto per 6 anni consecutivi, dal 2015 al 2020 ed i dati sono stati analizzati a Luglio 2020. </p>



<p>Per ogni bambino è stata rilevata la refrazione ed è stata la calcolata la prevalenza di miopia per ciascun gruppo di età durante tutti gli anni. Questi dati sono stati poi confrontati tra il 2020 (post lockdown) ed i 5 anni precedenti per ciascuna fascia di età. </p>



<p>I risultati ci dicono che la prevalenza di miopia nel 2020 è stata superiore alla più alta prevalenza di miopia tra 2015 e 2019 per i bambini di 6 anni (21,5% contro 5,7%), 7 anni (26,2 % contro 16,2%) e 8 anni (37,2% contro 27,7%). Invece nei bambini di età compresa tra 9 e 13 anni le differenze nella refrazione e nella prevalenza della miopia tra il 2020 e gli anni precedenti sono state minime.  </p>



<p></p>



<p>Fonte: PubMed</p>



<p></p>
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		<title>Luce blu e affaticamento visivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ruth]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 09:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[visione]]></category>
		<category><![CDATA[Affaticamento visivo]]></category>
		<category><![CDATA[Luce blu]]></category>
		<category><![CDATA[Mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[Visione; Affaticamento visivo; Luce blu]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad oggi sono molti i produttori che commercializzano filtri blu-block (BB) e ritengono che possano ridurre i sintomi dell&#8217;affaticamento visivo digitale (DES). Tuttavia, le prove a sostegno della teoria che il DES derivi dalla luce blu emessa da questi dispositivi sono limitate. I sintomi visivi comunemente riscontrati durante la visualizzazione di schermi digitali sono denominati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ad oggi sono molti i produttori che commercializzano filtri blu-block (BB) e ritengono che possano ridurre i sintomi dell&#8217;affaticamento visivo digitale (DES). </p>



<p>Tuttavia, le prove a sostegno della teoria che il DES derivi dalla luce blu emessa da questi dispositivi sono limitate. </p>



<p>I sintomi visivi comunemente riscontrati durante la visualizzazione di schermi digitali sono denominati DES. Lo spettro di emissione dei moderni display digitali include spesso un&#8217;alta percentuale di luce blu. Queste lunghezze d&#8217;onda corte, ma con un elevato livello di energia, possono contribuire al DES. Questo studio ha esaminato l&#8217;effetto di un filtro BB sui sintomi del DES durante un&#8217;attività prolungata di visione da vicino.</p>



<p>Sono stati presi 23 soggetti giovani visivamente normali  ed è stato richiesto loro di leggere per 30 minuti da un computer o tablet. Lo schermo digitale è stato ricoperto da un filtro BB o da un filtro a densità neutra (ND) che produce la stessa luminanza dello schermo. Durante ogni sessione, la risposta accomodativa, il diametro della pupilla e la dimensione dell&#8217;apertura palpebrale verticale sono state misurate a 0, 9, 19 e 29 minuti dopo l&#8217;inizio del compito di lettura. Subito dopo ogni sessione, i soggetti hanno completato un questionario per quantificare i sintomi del DES.</p>



<p>Risultati: il filtro BB ha bloccato il 99% delle lunghezze d&#8217;onda tra 400 e 500 nm. I punteggi medi totali dei sintomi (± 1 SEM) per le condizioni del filtro BB  e ND erano rispettivamente 42,83 (3,58) e 42,61 (3,17) (P = 0,62). Non sono state osservate differenze significative nell&#8217;accomodazione o nella dimensione dell&#8217;apertura palpebrale verticale tra le due varianti di filtro, sebbene l&#8217;entità della risposta accomodativa media sia aumentata significativamente durante i primi 9 minuti del compito (P = .02).</p>



<p>In conclusione, un filtro che eliminava il 99% della luce blu emessa, non era più efficace nel ridurre i sintomi di DES rispetto a un filtro ND equiluminante.</p>



<p>Quindi al momento ci sono poche prove a sostegno dell&#8217;uso di filtri BB per ridurre al minimo l&#8217;astenopia indotta dal lavoro.</p>



<p></p>



<p>Fonte: PubMed</p>
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